Convegno “Il tempo dello spazio 2.0”, al centro il recupero architettonico dei palazzi leccesi del Rinascimento
MARTIGNANO (Lecce) – Il recupero del patrimonio storico costituito dai palazzi leccesi del Rinascimento è stato il tema dell’evento formativo dal titolo “Il tempo dello spazio 2.0 – Architettura e riuso nei paesaggi dell’abbandono”, organizzato dall’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Lecce in collaborazione con l’azienda salentina Marmi Bianco.
L’appuntamento, che si è svolto a Martignano e che si inserisce nell’ambito della rassegna “Architettura tra futuro e memoria – Cent’anni in Ordine”, ha visto la presenza di Tommaso Marcucci, Presidente dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Lecce, Danilo Rosario Pastore, Consigliere delegato del Gruppo Cultura degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Lecce, Michele Manigrasso, Architetto e urbanista – Dipartimento di Architettura di Pescara, Paola Misino, Professore associato in Progettazione architettonica e urbana – Dipartimento di Architettura di Pescara, Raffaele Centonze, Architetto e Enri Farruku, Project Manager di Palcom.
L’incontro si è aperto con un excursus storico sul ricco patrimonio storico-artistico leccese costituito da ville, palazzi e residenze nobiliari, per la maggior parte abbandonati e sottolineando l’importanza di riportare in auge questi edifici illustri.
Il modo migliore per ridare loro nuovo slancio e nuova vita, è la rifunzionalizzazione in strutture ricettive. Esempio di ciò è Palazzo Zimara,costruito nel 1557 e situato in via Giuseppe Libertini, a pochi passi dal Duomo. Si tratta di uno dei 40 palazzi cinquecenteschi del capoluogo salentino, in passato dimora di medici, filosofi e sindaci, e oggi divenuto un prestigioso boutique hotel.
Si è entrati nel vivo dell’appuntamento con un focus approfondito sul suo progetto di restauro, a cura dell’architetto leccese Raffaele Centonze, che l’ha ristrutturato e riqualificato in chiave ricettiva. Grazie all’ottenimento degli aiuti previsti dal Titolo II, l’edificio conta 18 suite, un ristorante e un wine bar, su una superficie complessiva di circa mille metri quadri, con un elegante giardino retrostante: “Un ambiente davvero unico e suggestivo, che ha richiesto particolare cura d’intervento. Molta attenzione è stata riservata alla conservazione di tutti gli elementi originali cinquecenteschi” ha spiegato l’architetto Centonze.
“La vera sfida dei progettisti è quella di essere in grado di conciliare le esigenze della committenza con le esigenze di conservazione: da una parte infatti è necessario conoscere il patrimonio storico e l’approccio da tenere nei confronti dello stesso, dall’altra bisogna educare gli investitori al rispetto del manufatto e delle sue peculiarità” ha precisato Centonze.
“Ospitare questi appuntamenti presso la nostra azienda ci riempie sempre di orgoglio. – ha commentato Luca Bianco, titolare di Marmi Bianco. – Crediamo che questi incontri siano l’occasione ideale per promuovere il dialogo tra professionisti e conoscere nuovi e interessanti progetti”.
Momento di chiusura è stato un dibattito circa l’erogazione di finanziamenti ed agevolazioni previsti per il recupero di questi immobili, e le opportunità offerte dall’attuale strumento urbanistico.


