Outdoor: la sesta edizione di Archiplan dedicata alla progettazione degli spazi esterni contemporanei.

Archiplan: outdoor tra innovazione e artigianalità
Torna, con la sua sesta edizione, quest’anno interamente dedicata al tema dell’outdoor, Archiplan 2026: progettazione degli spazi esterni contemporanei.
Sulla scia del successo dello scorso ottobre, anche questa edizione di Archiplan non è stato un classico convegno statico: ci siamo spostati nei diversi spazi aziendali, passando dal laboratorio alla sala convegno, fino all’area expo. Il percorso ha unito teoria e pratica per favorire la formazione e la connessione tra professionisti, supportati come sempre da istituzioni, enti e realtà del territorio.
Archiplan 2026, tenutosi giovedì 25 giugno è un evento — quest’anno dedicato alla progettazione degli spazi esterni contemporanei e al connubio tra innovazione materica e tradizione artigianale — che è ormai diventato un appuntamento fisso annuale.
Con il titolo “Abitare l’outdoor: materia, design, identità”, il convegno organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Lecce e patrocinato dal Comune di Martignano, Confcommercio Lecce, Confartigianato Lecce, Accademia di Belle Arti di Lecce e Ordine degli Architetti di Lecce, ha ospitato oltre 50 architetti e architette di tutto il Salento per discutere sulle nuove frontiere dell’outdoor living, con particolare attenzione all’impiego di materiali innovativi e al legame tra avanguardia tecnologica e artigianalità nella progettazione degli spazi esterni contemporanei.












I saluti istituzionali
Entriamo nel vivo dei lavori, raccontando nel dettaglio cosa è accaduto.
A inaugurare il palco è stata Luana Bianco, sales manager di Marmi Bianco, che ha dato il via ai saluti istituzionali accogliendo per primo Luigi Sergio, il sindaco di Martignano (Le), a cui si sono susseguiti l’arch. Danilo Pastore, in rappresentanza dell’Ordine degli Architetti di Lecce, e il dott. Salvatore Vadrucci, vicesegretario di Confartigianato Lecce.
A moderare l’evento, c’era Laura Stefanelli, la nostra marketing manager, che con la sua agenzia di comunicazione Sette adv, si occupa della nostra immagine aziendale.
Pietra Viva 2026: investire sui professionisti del domani
Laura ha accolto sul palco Luca Bianco, production manager di Marmi Bianco, che si è soffermato sul dialogo che Archiplan vuole instaurare con le nuove generazioni, introducendo Pietra Viva, il concorso biennale, promosso da Marmi Bianco insieme all’Accademia di Belle Arti di Lecce, nato per valorizzare il talento di giovani creativi e stimolare la loro progettualità con l’uso dei materiali lapidei.
Il cammino con l’Accademia è iniziato nel 2024 e proseguito nel 2025 con il progetto Storie di Scarti, che grazie al lavoro della professoressa Stefania Galante ha portato gli studenti all’interno della nostra azienda a conoscere i materiali e a dar vita a oggetti realizzati dagli scarti di lavorazione.
Luca ha spiegato al pubblico perché il concorso prende il nome di “Pietra Viva”:
«Sono figlio di un artigiano, mio padre Luigi, maestro nella posa in opera di pavimenti e rivestimenti in pietra. Fin da piccolo sono cresciuto sentendo usare questo termine: pavimenti e rivestimenti in pietra viva. Mi sembrava molto appropriato per il concorso. Così come mio padre trasformava la pietra grezza in modo artigianale, nello stesso modo abbiamo voluto dare agli studenti la possibilità di valorizzare i materiali, naturali e non, dando loro nuova vita all’interno dei loro progetti”.
A raccontare di questa direzione intrapresa dall’azienda e condivisa con realtà territoriali importanti, c’erano l’arch. Stefania Galante, docente dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, e Lucia Rescio, General manager di Sprech e direttrice dell’associazione Agorà Design, due donne che stanno segnando sul nostro territorio un importante confronto su architettura, design e culture del progetto, spesso fuori dai contesti accademici e professionali. Proprio l’esperienza di Agorà Design, nata come progetto di responsabilità sociale di Sprech per creare un ponte tra professionisti, giovani creativi e imprese, rappresenta oggi il terreno naturale su cui sta prendendo forma una nuova sinergia con Archiplan: un percorso fondato sulla condivisione di valori e sulla volontà comune di fare della cultura del progetto uno strumento di crescita per il territorio.
Materia vince la prima edizione di Pietra Viva
Con loro sul palco, siamo giunti alla premiazione di Pietra Viva 2026, che ha visto arrivare alla fine quattro bellissimi progetti.
«Il progetto vincitore della prima edizione di Pietra Viva, che si aggiudica la prototipazione del progetto ed un’esperienza formativa in azienda, è MATERIA di ALESSIA MANNI”.
Un riconoscimento che ha premiato un progetto, ma soprattutto una visione, una sensibilità progettuale e la capacità di trasformare una materia in racconto.
Alessia vedrà prototipato il suo MATERIA nel laboratorio Marmi Bianco e avrà la possibilità di entrare in contatto diretto con i processi produttivi e il sapere artigianale, imparare a valorizzare la pietra e i suoi sfridi e vedere la propria idea prendere forma.






















L’outdoor visto da prospettive, esperienze e approcci diversi
Dal laboratorio ci siamo spostati nell’area convegno per proseguire con i nostri lavori.
Se il concorso Pietra Viva ha mostrato come nascono le idee, questa seconda parte della giornata ha permesso di capire come quelle idee prendono forma nella pratica professionale.
Per approfondire il tema outdoor, abbiamo ascoltato esperienze diverse ma complementari, accomunate dalla stessa attenzione per la qualità del progetto.
Quando l’impresa incontra il progetto: visioni per abitare l’outdoor.
Abbiamo dato il via alla parte scientifica di Archiplan con un talk con Luana e Luca Bianco, che hanno raccontato come è cambiato il ruolo dell’outdoor secondo la loro diretta esperienza sul campo.
«Oggi non cerchiamo più solo bellezza, cerchiamo rifugio, protezione, e al tempo stesso libertà. In fondo, quando progettiamo questi spazi, stiamo progettando tempo, quello che le persone scelgono di vivere all’aperto.
L’outdoor è uno spazio che si abita soprattutto con il corpo, attraverso il tatto. La scelta della finitura — che sia fiammata, spazzolata o bocciardata — è una decisione tecnica che determina il vero comfort di ogni giorno: è la sensazione di sicurezza sotto i piedi, la piacevolezza di camminare a piedi nudi in estate senza scottarsi, o la libertà di vivere l’esterno senza l’assillo di una manutenzione complessa».
EPS, quanto pesa davvero un progetto: nuove possibilità progettuali per terrazzi rooftop e centri storici.
Entriamo nel cuore dell’evento con l’intervento dell’ing. Angelo Stamerra di De Lorenzis Group, azienda specializzata nella progettazione outdoor, con un approccio orientato al design e alla valorizzazione degli spazi esterni, che ha illustrato nuove possibilità progettuali per terrazzi rooftop e centri storici.
«[…] ci troviamo all’interno della struttura di un hotel esistente e perfettamente funzionante, quindi, siamo intervenuti con precisione quasi chirurgica: abbiamo trasportato la vasca sezionata, l’abbiamo incollata e posizionata all’interno di questo vano, e infine è stata rivestita con la pavimentazione.
Realizzare una vasca in EPS (polistirene espanso) abbatte i tempi rispetto al cemento tradizionale, il quale richiede lunghi periodi di maturazione. Sappiamo benissimo quanto i tecnici e i committenti tengano al fattore tempo. In due parole: efficienza energetica e valore estetico.
Come De Lorenzis Group, il nostro obiettivo non è sostituirci al progettista. Al contrario, offriamo soluzioni mirate per consentirgli di realizzare l’impianto, supportando al contempo le imprese e le aziende a cui sono stati affidati i lavori, così da organizzare al meglio l’intervento sia a livello strutturale che architettonico».
L’evoluzione dell’Outdoor Living: progettare spazi da vivere attraverso cucine e arredi per esterni.
A questo punto siamo entrati in uno degli aspetti che più caratterizzano il vivere contemporaneo degli spazi esterni: la cucina outdoor.
A parlarne è stata Giuliana Santarelli di Hoppilif, brand d’eccellenza specializzato nella progettazione e produzione di cucine da esterno componibili e di lusso.
«Ho conosciuto Luana e Luca lo scorso febbraio in occasione della fiera Progetto Fuoco ed è nata subito una forte sintonia. Faccio i complimenti alla loro terza generazione, un traguardo che spero di raggiungere anch’io con il marchio Hoppilif: nella loro storia rivedo la mia famiglia e il mio futuro.
La nostra storia parte da lontano: nel 2011 abbiamo lanciato il marchio Rossofuoco, specializzato in forni a legna e barbecue. Nel 2020, anche a causa della pandemia, abbiamo raddoppiato la produzione. Da quel momento, lo stile di vita outdoor è cambiato radicalmente e oggi accogliamo tanti modi diversi di cucinare, tutti legati al piacere di vivere l’esterno.
Ma come sono fatte queste cucine? Sono prodotti strutturati per resistere all’esterno e durare nel tempo. Dotate di portastoviglie e scolapiatti, la loro struttura è totalmente sigillata: questo significa che è possibile lasciarvi tutto all’interno, persino alimenti confezionati, senza il rischio che entrino polvere, umidità, insetti o piccoli animali».
DGO: il progetto tra disegno e narrazione
Abbiamo concluso questa sessione con uno dei protagonisti più autorevoli del design contemporaneo. Designer, consulente creativo e profondo conoscitore del linguaggio delle superfici e dei materiali, l’arch. Diego Grandi di DGO – Diego Grandi Office.
«Lo spazio è un dubbio: devo continuamente individuarlo, designarlo; non è mai mio, mai mi viene dato, devo conquistarlo.” — Georges Perec, Specie di spazi (1974)
Inizio da questa citazione, molto pertinente rispetto a quello che ci siamo detti finora. Negli ultimi anni, pensiamo al periodo Covid, abbiamo visto proprio questo: ognuno ha designato il proprio spazio.
Ho sempre lavorato e creduto nella superficie, tant’è vero che è stata una sorta di marchio di fabbrica, un timbro. Al di là delle componenti estetiche, la superficie ha sempre qualcosa da raccontare. Esistono superfici nate per riprodurre altri materiali e superfici che richiamano la progettualità attraverso un intervento.
Il mio debutto assoluto è avvenuto al Salone Satellite nel 2000, curato dal Salone del Mobile, all’epoca Cosmit. Lì ho presentato un progetto che giocava proprio sul dubbio e sul salto di scala: un tappeto di 200×300 cm. All’apparenza poteva sembrare un arazzo o una trama astratta; in realtà, portava con sé un messaggio profondo. Avevo rubato e stampato su tessuto delle immagini a infrarossi catturate dal satellite Landsat. Un modo per racchiudere migliaia di chilometri quadrati, interpretati come le “emozioni della terra”, in poche decine di centimetri».









Materiali, tecnologie, prodotti e soluzioni raccontati dai nostri partner
Con i nostri relatori, abbiamo attraversato prospettive, esperienze e approcci diversi che ci hanno mostrato come l’outdoor sia oggi un terreno straordinario di sperimentazione progettuale. Nell’area expo, il nostro pubblico ha avuto la possibilità di conoscere da vicino materiali, tecnologie, prodotti e soluzioni raccontati direttamente dalle aziende presenti.
Ad attenderli c’erano gli stand di De Lorenzis Group con una vasca EPS, Hoppilif con cucina e forno a legna da esterno, Kerakoll, leader nell’edilizia sostenibile, impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative per costruire nel rispetto dell’ambiente, e, infine, Punto Verde Vivai, azienda specializzata nella progettazione del verde e nell’inserimento di oasi naturali all’interno degli spazi outdoor contemporanei.
Abbiamo lasciato spazio al networking, al confronto e alla convivialità con lo showcooking del piazzaiolo Andrea Nocco con il forno Rossofuoco e della chef Federica De Prezzo sul piano Cooking Surface Prime.



























Ci vediamo a giugno 2027!
Archiplan nasce dall’idea che la crescita di un territorio passi dalla condivisione delle competenze, dal dialogo e dalla capacità di fare rete. E in questa edizione abbiamo visto tutto questo prendere forma.
Un doveroso grazie all’Ordine degli Architetti della Provincia di Lecce, che ha concesso il rilascio dei crediti formativi per i loro iscritti.
Ai relatori per i contenuti condivisi, alle istituzioni che sostengono il progetto, ai partner che ne rendono possibile la realizzazione. A tutto il team organizzativo che ha lavorato dietro le quinte e a tutti i partecipanti.
Il modo migliore per congedarsi? La promessa fatta da Luca Bianco:
«Archiplan vuole essere un evento di riferimento per voi professionisti e vuole farlo con un format preciso: il prossimo appuntamento è fissato per giugno 2027».
Alla prossima!


